Ogni anno ci piace
associare Ellin Selae a una immagine profonda e positiva che chiamiamo
“visione”.
Qui sotto sono riportate
le “visioni ispiratrici” che abbiamo scelto per il 2007 e il 2006.
La visione per
l’anno corrente è riportata in fondo alla pagina delle novità.
Come Visione per
il 2011 abbiamo scelto
una poesia di Jorge Luis
Borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli
scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo
che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo
canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
Come Visione
Ispiratrice per il 2010 abbiamo scelto
una poesia di
Primo Levi

Cari amici,
qui dico amici
Nel senso
vasto della parola:
Moglie,
sorella, soldati, parenti,
Compagne e
compagni di scuola,
Persone viste
una volta sola
O praticate
per tutta la vita:
Purché fra
noi, per almeno un momento,
Sia stato teso
un segmento,
Una corda ben
definita.
Dico per voi,
compagni d’un cammino
Folto, non
privo di fatica,
E per voi
pure, che avete perduto
L’anima,
l’animo, la voglia di vita.
O nessuno, o
qualcuno, o forse un solo, o tu
Che mi leggi: ricorda
il tempo
Prima che
s’indurisse la cera,
Quando ognuno
era come un sigillo.
Di noi
ciascuno reca l’impronta
Dell’amico
incontrato per via;
In ognuno la
traccia di ognuno.
Per il bene od
il male
In saggezza o
in follia
Ognuno
stampato da ognuno.
Ora che il
tempo urge da presso,
Che le imprese
sono finite,
A voi tutti
l’augurio sommesso
Che l’autunno
sia lungo e mite.
La nostra Visione
Ispiratrice
per il 2009
è stata una
antica benedizione irlandese
Che
la luce del tuo cuore ti guidi in questo nuovo giorno.
Che
la luce della tua anima benedica il lavoro di questo giorno.
Che
la presenza del tuo misterioso Dio ti
accompagni.
Che
veda in tutto ciò che fai la luce della tua anima.
Che
la sacralità del tuo lavoro porti guarigione,
luce
e rinnovamento a quanti lavorano con te
e
a quanti vedono e ricevono il tuo lavoro.
Che
il tuo lavoro non ti venga mai a noia,
ma
liberi in te sorgenti
di
rinnovamento, ispirazione e serenità.
Che
tu sia presente in tutto ciò che fai.
Che
questo nuovo giorno non sia un nuovo peso.
Che
l’alba ti trovi desto e attento.
Che
la sera ti trovi felice e appagato.
Che
tu possa entrare nella notte beato, protetto e difeso.
Che
la tua anima possa placarti,
portarti
consolazione e rinnovamento.
LA NOSTRA VISIONE
ISPIRATRICE
PER IL 2008
Per il 2008 abbiamo scelto una poesia indiana
Non ti auguro un dono qualsiasi
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti,
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sullo orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
LA NOSTRA VISIONE
ISPIRATRICE
PER IL 2007
Come «Visione Ispiratrice» per
il 2007 abbiamo scelto una canzone del grandissimo Giorgio Gaber.
NON
INSEGNATE AI BAMBINI
di Gaber - Luporini
Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Questa è stata la
“Visione ispiratrice”
alla quale abbiamo dedicato il nostro lavoro nel 2006

ODE ALLA VITA
di Pablo Neruda
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei
vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della
televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una
passione,
chi preferisce il nero su bianco e
i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di
emozioni,
proprio quelle che fanno brillare
gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio
un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge
il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per
l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una
volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta
musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge
l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti
che non conosce,
chi non risponde quando gli si
chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga
maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
